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Sentenza Cassazione (613): Sull’obbligo della individuazione e della valutazione dei rischi rari e dei rischi ignoti - Sezione IV penale n. 27186 del 19 giugno 2019.
 

Il datore di lavoro ha l'obbligo di individuare tutti i fattori di rischio presenti nella propria azienda. Ma come deve comportarsi nei confronti dei rischi rari e dei rischi "non noti" e quando un rischio è da considerarsi "non noto"? Ha risposto la Corte di Cassazione in una recente sentenza della IV sezione penale. Il commento a cura di G. Porreca.

 
Sentenza Cassazione (611):Sull’applicazione del principio di affidamento in materia di salute e sicurezza sul lavoro - Sezione IV penale n. 32511 del 22 luglio 2019.
 

Compito del titolare della posizione di garanzia è evitare che si verifichino eventi lesivi connaturati all'esercizio delle attività lavorative anche nell'ipotesi in cui i rischi siano conseguenti ad eventuali negligenze e imprudenze dei lavoratori.

 
Quesito D. Lgs. 81/08 (511): sui provvedimenti da adottare nel caso di irregolarità commesse dall'impresa affidataria nel trasferire a ditte subappaltatrici dei lavori avuti in appalto a cura di G. Porreca.
 

Come devono comportarsi il CSE ed il committente nel caso in cui un'impresa appaltatrice, che ha chiesto a quest’ultimo di essere autorizzata a subappaltare dei lavori avuti in appalto a due altre imprese esecutrici, le ha fatte comunque già iniziare a lavorare in cantiere senza peraltro che abbiano consegnato il POS al coordinatore? L'autorizzazione al subappalto chiaramente è rimasta una questione sospesa e il committente non ha provveduto ad integrare la notifica agli Organi di vigilanza.
     Risposta a cura di G. Porreca
     Un altro caso di “malasicurezza”. È un po’ ribelle l’impresa affidataria che viene segnalata dal lettore in questo quesito, impresa che probabilmente non si rende conto che ha a che fare con un cantiere edile per la cui organizzazione vanno applicate delle rigorose disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro previste dal D. Lgs. n. 81/2008, o che, pur rendendosene conto, pensa di potere fare liberamente quello che vuole. L’impresa, affidataria, infatti, .....................

 
 
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Il D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 aggiornato a dicembre 2018.
 
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Quesito D. Lgs. 81/08 (505): sulla individuazione del RSPP in una struttura sanitaria con più di 50 dipendenti a cura di G. Porreca.
 

In una struttura sanitaria, avendo superato il numero di 50 addetti, la ASL competente ha richiesto le mie dimissioni da RSPP esterno, in quanto il servizio di SPP deve essere composto da personale interno alla struttura. In altre strutture però la stessa ASL consente che il RSPP sia esterno e gli ASPP interni. Cosa ne pensa in merito?
     Risposta a cura di G. Porreca
     Un quesito analogo a quello appena formulato è stato posto allo scrivente nel 2008 subito dopo l’entrata in vigore del D. Lgs. 9/4/2008 n. 81, che come è noto ha abrogato e sostituito il D. Lgs. 19/9/1994 n. 626, con il quale è stata chiesta una interpretazione sul significato del termine “interno” riferito alla figura del RSPP, nei casi per i quali il Testo Unico prevede l'obbligo di avere un RSPP interno e più in particolare se in tal caso si deve fare riferimento necessariamente ad un RSPP dipendente o si può ricorrere ad una figura esterna all’azienda. Per rispondere al quesito................

 
Sentenza Cassazione (614): Sull’infortunio di un lavoratore occcorso mentre collaborava con un'altra impresa dello stesso cantiere - Sezione feriale penale n. 39072 del 24 settembre 2019.
 

Non può essere ritenuto eccentrico il comportamento di un lavoratore che, trovandosi in un cantiere ove operano più imprese, collabori a qualsiasi titolo, anche occasionalmente ed indebitamente, alle lavorazioni di un’impresa diversa dalla propria.

 
Quesito D. Lgs. 81/08 (509): sulla verifica “in ogni istante” dell'aggiornamento effettuato nel quinquennio antecedente, di cui all'Accordo del 7/7/2016, anche per l'aggiornamento dei lavoratori.
 

La regola introdotta dall’Accordo Stato Regioni del 7/7/2016 in base alla quale in ogni istante bisogna potere dimostrare di aver partecipato nell’ultimo quinquennio a corsi di aggiornamento per un numero di ore non inferiore a quello minimo previsto vale anche per l’aggiornamento dei lavoratori in materia di salute e sicurezza sul lavoro? Come si calcola inoltre il quinquennio nel caso della formazione dei lavoratori?
Risposta a cura di G. Porreca
     Il lettore che ha formulato il quesito fa riferimento alla regola che ha introdotto l’ultimo Accordo Stato Regioni del 7/7/2016 sulla formazione degli RSPP e ASPP nel rispetto della quale gli stessi, per potere esercitare la loro funzione, devono potere dimostrare in ogni istante di avere partecipato, nell’arco dei cinque anni antecedenti all’istante medesimo, a corsi di formazione per un numero di ore non inferiore a quello minimo previsto dall’Accordo stesso e chiede,
....................

 
 
   
 
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