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Un chiarimento dell'Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato sull’esclusione dalla gara pubblica di un’impresa che non ha indicato i costi della sicurezza all’atto dell'offerta.

     Una notizia questa che per la verità tanto nuova non è ma che si ritiene comunque di dare un po’ per la sua notevole importanza e un po’ con riferimento ad alcune osservazioni che sono pervenute in merito alla risposta data all’ultimo quesito inserito nella rubrica dei quesiti di questo stesso sito ed individuato con il n. 381.
     Il Consiglio di Stato in Adunanza Plenaria (che corrisponde alle Sezioni unite della Corte di Cassazione) ha emessa una importante sentenza, riguardante l’obbligo per i partecipanti ad una gara pubblica indetta per l’effettuazione di lavori e servizi di indicare i costi aziendali della sicurezza al momento della presentazione dell’offerta, con la quale essa si è espressa in merito alla esclusione o meno dalla gara stessa da parte della stazione appaltante per chi non avesse provveduto a farlo, una sentenza importante perché mette fine ad annose discussioni che si sono potute registrare sull’argomento e fornisce un chiaro indirizzo ai Tribunali amministrativi e anche alle Sezioni dello stesso Consiglio di Stato che hanno avuto modo in passato di esprimersi in senso contrario.
     La sentenza alla quale si fa riferimento è la n. 3 del 20/3/2015 emessa dall’Adunanza Plenaria su un ricorso presentato da una impresa che si era vista rigettare da un Tribunale amministrativo regionale la richiesta di annullamento dell’aggiudicazione di una gara pubblica ad un’altra impresa partecipante in quanto la stessa non aveva provveduto ad indicare nell’offerta i costi della sicurezza aziendali da non sottoporre a ribasso d’asta così come richiesto dalle disposizioni di legge.
     Al Consiglio di Stato è stato chiesto in sostanza di fornire un chiarimento sull’applicazione sia del comma 3-bis dell’art. 86 del D. Lgs. n. 163/2006, contenente il Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture, secondo il quale:

"3-bis. Nella predisposizione delle gare di appalto e nella valutazione dell’anomalia delle offerte nelle procedure di affidamento di appalti di lavori pubblici, di servizi e di forniture, gli enti aggiudicatori sono tenuti a valutare che il valore economico sia adeguato e sufficiente rispetto al costo del lavoro e al costo relativo alla sicurezza, il quale deve essere specificamente indicato e risultare congruo rispetto all’entità e alle caratteristiche dei lavori, dei servizi o delle forniture

che del comma 4 dell’art. 87 dello stesso D. Lgs. n. 163/2006 secondo il quale:

4. Non sono ammesse giustificazioni in relazione agli oneri di sicurezza [per i quali non sia ammesso ribasso d'asta] in conformità all'articolo 131, nonché al piano di sicurezza e coordinamento di cui all'articolo 12, decreto legislativo 14 agosto 1996, n. 494 e alla relativa stima dei costi conforme all'articolo 7, decreto del Presidente della Repubblica 3 luglio 2003, n. 222. In relazione a servizi e forniture, nella valutazione dell'anomalia la stazione appaltante tiene conto dei costi relativi alla sicurezza, che devono essere specificamente indicati nell'offerta e risultare congrui rispetto all'entità e alle caratteristiche dei servizi o delle forniture”.

     La richiesta di esclusione dell’impresa alla quale era stata assegnata la gara faceva seguito ad alcune decisioni prese in precedenti sentenze anche dello stesso Consiglio di Stato giustificate con il fatto che la esclusione degli inadempienti non era stata prevista espressamente dal legislatore e che l’indicazione dei costi della sicurezza serviva di fatto alla stazione appaltante nel momento della valutazione della congruità dell’offerta. Il ricorso, assegnato inizialmente alla Sezioni V dello Consiglio, considerati i precedenti, è stato rimesso all’Adunanza Plenaria affinché fornisse il proprio parere definitivo.
Quest’ultima, dopo avere richiamato l’art. 46 comma 1-bis del D. Lgs. n. 163/2006 secondo cui:

     “1-bis. La stazione appaltante esclude i candidati o i  concorrenti in  caso  di  mancato  adempimento  alle  prescrizioni  previste  dal presente codice e dal regolamento e da altre  disposizioni  di  legge vigenti, nonché nei casi di  incertezza  assoluta  sul  contenuto  o sulla provenienza dell'offerta, per difetto di  sottoscrizione  o  di altri elementi essenziali ovvero in caso di non integrità del  plico contenente  l'offerta  o  la  domanda  di  partecipazione   o   altre irregolarità  relative  alla  chiusura  dei  plichi,  tali  da   far ritenere, secondo le circostanze concrete, che sia stato  violato  il principio di segretezza delle offerte

e dopo avere svolto una serie di considerazioni che si possono leggere nella sentenza stessa è giunta alla conclusione che “l’omessa specificazione nelle offerte per lavori dei costi di sicurezza interni configura un’ipotesi di ‘mancato adempimento alle prescrizioni previste dal presente codice’ (art. 46 comma 1-bis) idoneo a determinare ‘incertezza assoluta sul contenuto dell’offerta’ per difetto di un suo elemento essenziale, e comporta perciò, anche se non prevista nella lex specialis, l’esclusione dalla procedura dell’offerta difettosa per l’inosservanza di un precetto a carattere imperativo che impone un determinato adempimento ai partecipanti alla gara (cfr. Cons. Stato, A.P. sentenza n. 9 del 2014), non sanabile con il potere di soccorso istruttorio della stazione appaltante, di cui al comma 1 del medesimo articolo, non potendosi consentire di integrare successivamente un’offerta dal contenuto inizialmente carente di un suo elemento essenziale”. L’Adunanza Plenaria ha affermato quindi in definitiva in questa sentenza il principio di diritto secondo cui “nelle procedure di affidamento di lavori i partecipanti alla gara devono indicare nell’offerta economica i costi interni per la sicurezza del lavoro, pena l’esclusione dell’offerta dalla procedura anche se non prevista nel bando di gara”.
     Alla luce di quanto sopra detto l’Adunanza Plenaria ha provveduto a rinviare gli atti alla Sezione V di provenienza per una ulteriore statuizione nel merito della controversia. Vogliamo discutere ancora?

     Leggi il testo della sentenza

 
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