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Semplificazioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro: dal "decreto del fare" al "faremo dei decreti".

     L'editoriale di Gerardo Porreca.

     Ricordate il disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 16/10/2012 e bloccato alla fine della legislatura scorsa contenente il “pacchetto semplificazioni” finalizzato a ridurre gli oneri amministrativi gravanti sui cittadini e sulle imprese? E’ arrivato ora al capolinea con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del 21/6/2013 del decreto legge n. 69 del 21/6/2013, il cosiddetto “decreto del fare”,  il quale, al di là delle disposizioni per rilancio dell’economia, contiene nell’art. 32 diverse disposizioni in materia di semplificazione degli adempimenti relativi alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro alcune delle quali entrate in vigore immediatamente ed altre affidate ad ulteriori decreti da emanare. E’ il caso di dire un “decreto del fare”  che rinvia al “faremo dei decreti” per la semplificazione delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
     Le disposizioni di semplificazione di cui al decreto legge citato contengono diverse modifiche al D. Lgs. 9/4/2008 n. 81 e s.m.i. sul Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro e sono quindi già in vigore dal 22/6/2013 anche se dovranno comunque essere convertite in legge entro 60 giorni dalla sua pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale e quindi entro il 21/8/2013. E ancora una volta il mese di agosto è teatro di nuove disposizioni in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
     Gli articoli del D. Lgs. n. 81/2008 interessati da queste ulteriori modifiche ed integrazioni sono: 

- Art. 26 sugli obblighi connessi ai contratti d’appalto, d’opera o di somministrazione
- Art. 29 sulle modalità di effettuazione della valutazione dei rischi 
- Art. 32 sulle capacità e requisiti professionali degli ASPP e RSPP
- Art. 37 sulla formazione e aggiornamento dei lavoratori, dei preposti, dei dirigenti e dei RLS
- Art. 67 sulle notifiche all’organo di vigilanza competente per territorio
- Art. 71 sulle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro
- Art. 88 sul campo di applicazione del Titolo IV del D. Lgs. n. 81/2008
- Art 104 sull’elaborazione del POS, del PSC e del fascicolo dell’opera
- Art 225 sulla informazione nel caso di esposizione ad  agenti chimici oltre i valori limite
- Art 240 sulla comunicazione nel caso di eventi che espongano ad agenti cancerogeni
- Art 250 sulla notifica per lavori che espongono al rischio amianto
- Art 277 sulle misure di emergenza in caso di eventi che espongano ad agenti biologici.

     Considerate le numerose modifiche ci soffermeremo ad illustrare e commentare solo alcune di esse che si ritengono fra le più significative.
     Di particolare importanza le modifiche introdotte all’art. 26 dl D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. e riguardanti l’elaborazione del DUVRI. I commi 3 e 3-bis del citato articolo 26 son stati sostituiti da altri articoli secondo i quali in alcuni settori di attività a basso rischio infortunistico, stabiliti sulla base degli indici infortunistici dell’Inail, da un futuro decreto del Ministro del Lavoro, sentita la Commissione consultiva e con l'intesa della Conferenza Stato-Regioni, non è più necessario il DUVRI per la cooperazione e il coordinamento tra committente, appaltatori e subappaltatori ma è invece sufficiente l’individuazione di un incaricato “in possesso di formazione, esperienza e competenza professionali, tipiche di un preposto, nonché di periodico aggiornamento e di conoscenza diretta dell'ambiente di lavoro, per sovrintendere a tali cooperazione e coordinamento”. E’ stato stabilito, altresì, che c’è l’esonero dalla redazione del DUVRI per servizi di natura intellettuale, mere forniture di materiali o attrezzature, lavori o servizi “la cui durata non è superiore ai dieci uomini-giorno, sempre che essi non comportino rischi derivanti dalla presenza di agenti cancerogeni, biologici, atmosfere esplosive o dalla presenza dei rischi particolari di cui all'allegato XI” con la precisazione che “per uomini-giorno si intende l'entità presunta dei lavori, servizi e forniture rappresentata dalla somma delle giornate di lavoro necessarie all’effettuazione dei lavori, servizi o forniture considerata con riferimento all'arco temporale di un anno dall'inizio dei lavori”.
     Fra le varie modifiche apportate dal decreto legge al D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. quest'ultima e cioè la modifica che riguarda il DUVRI è quella che appare la più discutibile e di dubbia efficacia in quanto consente di ricorrere ad una alternativa fra la redazione di un documento di prevenzione, il DUVRI, e la presenza di un soggetto che tenga sotto controllo i rischi interferenziali che in effetti poi non sono stati presi in considerazione preventivamente. E come se, per fare una analogia con la organizzazione della sicurezza nei cantieri temporanei o mobili, si incaricasse un coordinatore in fase di esecuzione di controllare un cantiere senza che gli sia stato messo a disposizione un PSC e senza che sia stato provveduto ad individuare preventivamente i rischi interferenziali che possono corrrere le imprese operanti in cantiere il che non ha senso. Non è alllora che quella o che compare nel decreto dovrebbe essere una e nel senso che è opportuno che siano rispettate entrambe le condizioni? Non è chiaro, d'altro canto, in quale delle figure impegnate nella organizzazione della sicurezza in azienda deve essere individuato questo incaricato, che possiamo bene definire come il "coordinatore degli appallti interni", e di quali capacità, professionalità ed esperienza lo stesso deve essere in possesso limitandosi il decreto  legge soltanto a sugggerire ad esempio la figura del preposto la cui nomina tra l'altro non è obbligatoria da parte del datore di lavoro. 
     Per quanto riguarda l’art. 29 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., articolo al centro, come è noto, di accese discussioni per quanto riguarda la valutazione dei rischi e la redazione del relativo documento il decreto legge aggiunge all’articolo stesso un comma 6-ter nel quale viene indicato che il decreto di indicazione dei settori di attività a basso rischio infortunistico avrà in allegato un “modello con il quale, fermi restando i relativi obblighi, i datori di lavoro delle aziende che operano nei settori di attività a basso rischio infortunistico possono attestare di aver effettuato la valutazione dei rischi di cui agli articoli 17, 28 e 29. Resta ferma la facoltà delle aziende di utilizzare le procedure standardizzate previste dai commi 5 e 6 dell'articolo”.
     Una prima lettura di questa disposizione suona come un ritorno a quella autocertificazione che dopo più di 18 anni dalla sua introduzione è stata abrogata recentemente a partire dal 1°/6/2013 in quanto per quanto si legge nel decreto legge in teoria ad una “autocertificazione” della valutazione dei rischi subentrerebbe una “autoattestazione” della valutazione dei rischi per cui è proprio opportuno, se così non è, che, in occasione del recepimento del decreto legge, si intervenga a fornire gli opportuni chiarimenti e le necessarie specificazioni su quanto si è voluto dire. Sarà opportuno inoltre coordinare queste nuove disposizioni sulla autoattestazione della valutazione dei rischi con l’introduzione, avvenuta a febbraio 2013, delle procedure standardizzate per effettuare la valutazione dei rischi e per redigere il DVRS alle quali, ai sensi dell’art. 29 comma 6 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i., possono ricorrere le aziende fino a 50 addetti e chissà che non sia quella l’occasione buona per chiarire il dubbio più volte espresso dallo scrivente sulla possibilità o meno di ricorrere alle procedure medesime standardizzate per le aziende che svolgono attività che possano esporre i lavoratori a rischi chimici, biologici, da atmosfere esplosive, cancerogeni, mutageni e connessi all’esposizione all’amianto di cui al comma 7 dello stesso articolo 29.
     Alcune altre semplificazioni riguardano i cantieri temporanei o mobili ed in particolare il campo di applicazione del Titolo IV del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. nonché le modalità di redazione dei PSC, POS e del fascicolo dell’opera. Con l’introduzione con decreto legge n. 69/2013 dell’articolo 104-bis è previsto, infatti, che “con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, da adottare sentita la Commissione consultiva permanente per la salute e sicurezza sul lavoro e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuati modelli semplificati per la redazione del piano operativo di sicurezza di cui all'articolo 89, comma 1, lettera h), del piano di sicurezza e di coordinamento di cui all'articolo 100, comma 1, e del fascicolo dell'opera di cui all'articolo 91, comma 1, lettera b), fermi restando i relativi obblighi”.
     Altra modifica che riguarda i cantieri temporanei o mobili è quella riguardante l’ampliamento delle attività a cui non si applicano le disposizioni del Capo I del Titolo IV del D. Lgs. n. 81/2008  e s.m.i. sui cantieri temporanei o mobili. Al comma 2 dell’art. 88, infatti, viene aggiunta una lettera g-bis secondo la quale non si applicano “ai piccoli lavori la cui durata presunta non è superiore ai dieci uomini giorno, finalizzati alla realizzazione o manutenzione delle infrastrutture per servizi”.
     Ulteriori semplificazioni del decreto legge riguardano la possibilità di comunicare diverse notifiche per via telematica, anche per mezzo degli organismi paritetici o delle organizzazioni sindacali dei datori di lavoro quali ad esempio la comunicazione all’organo di vigilanza relativa al superamento dei valori limite di esposizione professionale agli agenti chimici o la comunicazione del verificarsi di eventi non prevedibili o incidenti che possano comportare un’esposizione anomala dei lavoratori ad agenti cancerogeni e mutageni o ancora l’inizio di lavori che possono comportare, per i lavoratori, un’esposizione ad amianto o il verificarsi di incidenti che possono provocare la dispersione nell'ambiente di un agente biologico pericoloso.
     Sempre per quanto riguarda le notifiche si riscontra altresì nel decreto legge una modifica dell’articolo 67 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. secondo la quale “in caso di costruzione e di realizzazione di edifici o locali da adibire a lavorazioni industriali, nonché nei casi di ampliamenti e di ristrutturazioni di quelli esistenti, i relativi lavori devono essere eseguiti nel rispetto della normativa di settore e devono essere comunicati all'organo di vigilanza competente per territorio. Il datore di lavoro effettua tale comunicazione nell'ambito delle istanze, delle segnalazioni o delle attestazioni presentate allo sportello unico per le attività produttive con le modalità stabilite dal regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e del Ministro per la pubblica amministrazione e la semplificazione, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, sono individuate, secondo criteri di semplicità e di comprensibilità, le informazioni da trasmettere e sono approvati i modelli uniformi da utilizzare per i fini di cui al presente articolo".
     Importante è ancora la modifica apportata dal decreto legge n. 69/2013 ai commi 11 e 12 dell’articolo 71 del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. relativo alle verifiche periodiche delle attrezzature di lavoro di cui all’Allegato VII. Secondo la stessa   sono stati portati da 60 a 45 i giorni entro cui l’Inail deve effettuare la prima verifica e confermati i 30 giorni per le successive verifiche decorsi inutilmente i quali il datore di lavoro può avvalersi di soggetti pubblici o privati abilitati. E’ stato aggiunto, altresì, che l’Inail, le ASL o l’Arpa hanno l’obbligo di comunicare al datore di lavoro entro quindici giorni dalla richiesta l’eventuale impossibilità di effettuare le verifiche di propria competenza fornendo adeguata motivazione.
     Altre modifiche riguardano, con l’abrogazione dell’articolo 54, la denuncia degli infortuni sul lavoro da parte del datore di lavoro nonché la sorveglianza sanitaria e la formazione in materia di sicurezza sul lavoro in relazione alla possibilità che i contenuti dei corsi formativi si possano sovrapporre e di riconoscere dei crediti formativi.
     Si registra insomma una sorta di sconvolgimento nell’ambito dell’applicazione del D. Lgs. n. 81/2008 e s.m.i. che forse avrebbe dovuto essere oggetto più che un decreto legge, che comporta una sua immediata applicazione, di una legge, così come del resto previsto inizialmente, perché la sua immediata entrata in vigore potrebbe disorientare e creare un po’ di confusione negli operatori interessati alla sua applicazione. L’auspicio è che nel perseguire il giusto obiettivo finalizzato a raggiungere una semplificazione delle disposizioni di legge nel campo amministrativo non si finisca con l’abbassare comunque il livello di guardia sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in un momento come quello attuale che non vede ancora affievolirsi l’allarmante fenomeno degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali e che la semplificazione modulistica prevista nel campo della pianificazione della sicurezza per quanto riguarda i cantieri temporanei o mobili (PSC e POS) non finisca con il “distogliere” i tecnici incaricati dall’individuare e valutare gli effettivi rischi esistenti in ogni singolo cantiere edile oggetto della programmazione stessa.
     Ma aspettiamo il 21/8/2013 data entro la quale dovrà essere convertito il decreto legge n. 69/2013 perché già sono previste....delle modifiche alle modifiche.

     Bari 28/6/2013

 
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