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Il Governo risponde all'interrogazione parlamentare sulla formazione degli RSPP/ASPP.

     Il viceministro Michel Martone, in risposta all’interrogazione presentata dall’onorevole Boccuzzi e promossa dalla CIIP in merito ai corsi di formazione per gli RSPP e ASPP previsti dal D. Lgs. n. 81/2008, ha fatto presente che sono in corso delle intese con il Coordinamento tecnico delle Regioni per una revisione dell’accordo Stato-Regioni del 26 gennaio 2006 riguardante la formazione di tali operatori di sicurezza sul lavoro. “Nella revisione dell’accordo”, si legge nella risposta del viceministro, “che si rende necessaria per chiarire i dubbi interpretativi e per facilitare  anche l’attività di verifica sulla effettività della formazione stessa, verrà ribadita la necessità del rispetto, ai fini della validità del corso, di tutti i requisiti previsti e richiamati dall’onorevole interrogante” fra i quali in particolare la necessità di frequentare un corso al quale partecipino al massimo 30 persone ed al termine del quale venga effettuata una verifica di apprendimento.
     Con riferimento ai controlli da porre in essere per verificare che le offerte formative rispettino il dettato normativo il viceministro Martone ha precisato che “d’intesa con il Coordinamento tecnico delle Regioni, si è deciso di programmare le azioni di vigilanza  nel ‘Comitato per l’indirizzo e la valutazione delle politiche attive e per il coordinamento nazionale delle attività di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro’ presieduto dal Ministro della salute, di cui all’articolo 5 del D. Lgs. n. 81/2008”.
     Sul tema relativo alle modalità di svolgimento dei corsi di formazione per RSPP e ASPP ed in particolare sulla validità o meno ai fini dell’aggiornamento della partecipazione da parte degli stessi RSPP e ASPP a convegni e seminari lo scrivente ha già elaborato un approfondimento, inserito nella rubrica degli “Approfondimenti” di questo stesso sito, nel quale, dopo aver richiamato i riferimenti normativi vigenti in materia di formazione e di aggiornamento degli operatori di sicurezza sul lavoro e dopo aver auspicato una revisione dell’accordo del 2006 sulla formazione degli RSPP/ASPP in quanto gli stessi appaiono anacronistici rispetto all’evoluzione delle norme in materia di salute e di sicurezza sul lavoro, è stata messa in evidenza però anche la necessità che, in occasione di una loro eventuale revisione, sia realizzato un coordinamento ed un allineamento degli indirizzi contenuti nell’accordo stesso con le indicazioni che il legislatore ha voluto fornire successivamente in materia con il sopravvenuto D. Lgs. n. 81/2008.
     Tale allineamento, è stato posto anche in evidenza nell’approfondimento, si presenta tanto più necessario se si pensa in particolare alle modalità di svolgimento dell’aggiornamento degli RSPP e ASPP per le quali mentre nell’accordo del 2006 lo stesso è previsto esclusivamente mediante la frequenza di appositi corsi ai quali non possono partecipare più di 30 persone, secondo le indicazioni fornite successivamente dal legislatore nell’Allegato XIV dello stesso D. Lgs. n. 81/2008 è invece consentito, anche se la disposizione è riferita ai coordinatori per la sicurezza in fase di progettazione ed in fase di esecuzione, di effettuare la formazione “mediante la frequenza di un corso con un numero massimo di 60 partecipanti per la parte teorica e 30 per la parte pratica”, rispetto ai 30 di cui all’accordo, ed è consentito altresì effettuare l’aggiornamento “anche attraverso la partecipazione a convegni o seminari con un numero massimo di 100 partecipanti”.
      La scelta del resto fatta dal legislatore nell’Allegato XIV del D. Lgs. n. 81/2008 di equiparare alla frequenza dei corsi di aggiornamento la partecipazione a convegni e seminari aventi per oggetto i contenuti stabiliti per l’aggiornamento stesso è ritenuta da tutti condivisibile essendo stata questa soluzione giustamente considerata la più confacente all’esigenza di consentire agli operatori di aggiornarsi con le normative e con le tecniche di prevenzione in continua evoluzione.
     Ora il Governo, in risposta all’interrogazione parlamentare, si è espresso, come era ovvio e da lungo tempo atteso, sulla necessità di revisionare l’accordo del 2006 sulla formazione e sull’aggiornamento degli RSPP e ASPP, scelta assolutamente positiva, ma lo ha fatto però preannunciando la volontà, d'intesa con il Coordinamento tecnico delle Regioni, di ribadire pari pari tutte le regole e le modalità che la Conferenza Stato Regioni aveva indicate nell’accordo del 2006. Nulla pertanto è stato detto in merito alla necessità di creare una unicità delle regole nel campo della formazione degli operatori di sicurezza nella risposta anche perché del resto questa esigenza non è stata inspiegabilmente posta in evidenza dall’interrogante il quale, mentre si è mostrato attento alle problematiche legate alle modalità della formazione e dell’aggiornamento degli RSPP/ASPP lo stesso non ha fatto per quanto riguarda il problema certamente più importante legato alla disuniformità delle disposizioni di legge vigenti in materia di formazione dei vari operatori di sicurezza sul lavoro.
     Si fa un bel parlare della necessità di una unicità delle regole e che le stesse siano chiare e precise specie in un campo quale è quello della formazione in materia di salute e di sicurezza sul lavoro nel quale dobbiamo registrare la presenza in Italia di una enorme confusione e di una diversità di indirizzi fra Stato e Regioni se non addirittura fra Regioni e Regioni e nel quale la mancanza di tali precise indicazioni finiscono, come si è potuto osservare, con il favorire il ricorso a certi abusi che ora dobbiamo stroncare, ma sembra che ancora una volta stiamo perdendo un’altra buona occasione.
     L’invito ora si rivolge al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali affinché da una parte si attivi nei riguardi del legislatore perché lo stesso intervenga ad adottare dei provvedimenti legislativi miranti alla necessaria ed auspicabile uniformità delle regole e degli indirizzi nell’ambito del D. Lgs. n. 81/2008 e dall’altra, facendo lo stesso Ministero del Lavoro anche parte della Conferenza Stato-Regioni, affinché intervenga, in occasione della preannunciata revisione dell’accordo del 2006 sulla formazione degli RSPP e ASPP,  a "suggerire" a tale Conferenza di allinearsi opportunamente con le disposizioni di legge vigenti in materia.

     L’interrogazione parlamentare
     La risposta del viceministro Michel Martone

 
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