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Proposta da parte della Commissione parlamentare per gli infortuni di modificare l'art. 117 della Costituzione.

     La Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette morti bianche in una lettera del suo Presidente del 10 maggio 2012 inviata al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome ha avanzata una proposta di modifica del’articolo 117 della Costituzione mirante ad attribuire la materia della “tutela e sicurezza sul lavoro” alla competenza legislativa esclusiva allo Stato. Si è registrato una una dura reazione da parte della  Conferenza delle Regioni ed espressioni di una vivace contrarietà contenute in un documento del 6 giugno 2012 di 82 pagine riportante delle “Osservazioni alla proposta di modifica dell’art. 117 della Costituzione avanzata dalla Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno degli infortuni sul lavoro con particolare riguardo alle cosiddette morti bianche”.
     La Commissione parlamentare ha giustificato la proposta di modifica avanzata in considerazione delle “complicazioni e difficoltà di raccordo tra rappresentanti delle Amministrazioni centrali dello Stato, delle Regioni e delle Parti sociali” e di alcune osservazioni relative a:
- la difficoltà delle Regioni ad assicurare il coordinamento tra le diverse istituzioni, in considerazione del fatto che in alcune Regioni vi è uno scollamento tra iniziative regionali e quelle delle altre amministrazioni;
- il rischio di una sovrapposizione dei controlli in alcune aziende rispetto ad altre che non sono oggetto di attività di vigilanza;
- la necessità non solo di un coordinamento tra istituzioni, che vada a compensare le limitate forze dei singoli Enti, ma anche di uno specifico finanziamento a sostegno di queste attività da individuare anche nel nuovo Patto per la Salute.
     La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome per tutta risposta ha addebitano “le complicazioni e le difficoltà di raccordo”  messe in evidenza dalla Commissione parlamentare agli uffici periferici decentrati del Ministero del Lavoro i quali, senza concordare in sede di Comitati regionali di Coordinamento di cui all’articolo 5 del D. Lgs. n. 81/2008 l’attività di vigilanza congiunta, hanno ricevuto indicazioni di attivare autonomamente campagne di vigilanza sul territorio a prescindere dalla programmazione dei Comitati regionali di Coordinamento stessi.
     Nel proprio documento la Conferenza delle Regioni ha ritenuto dal canto suo incoerente la permanenza in capo all’amministrazione decentrata  ministeriale di competenze amministrative in materia di tutela e sicurezza sul lavoro ed ha richiesto al contrario la piena attuazione della Costituzione in vigore che mira alla realizzazione di sistemi amministrativi efficienti di natura locale e con il coordinamento regionale. La stessa ha messo anche in evidenza che la tutela e la sicurezza sul lavoro attiene all’ambito più generale della tutela della salute, materia a competenza legislativa concorrente regionale, sostenendo quindi in definitiva che riportare alla competenza esclusiva statale tale materia porterebbe a “creare una irrazionale e pericolosa asimmetria con la più generale tutela della salute che lo stesso art. 117, comma 3, Cost. attribuisce alla competenza legislativa concorrente tra Stato e Regioni”.
     La Conferenza delle Regioni ha posto anzi in evidenza la necessità di prevedere, con apposita legge, l’attribuzione esclusiva alle Regioni ed alle Province autonome della funzione di coordinamento degli interventi di vigilanza, funzione assicurata sul territorio delle Regioni tramite le Aziende sanitarie, per assicurare azioni coordinate tra tutte le amministrazioni ed evitare sovrapposizioni di interventi di vigilanza. In tale modo, secondo le Regioni, solamente le Aziende sanitarie potrebbero attivare gli interventi di vigilanza  delle altre amministrazioni per assicurare un controllo capillare compensando le limitate risorse delle amministrazioni.
     Insomma non c’è proprio feeling fra Stato e Regioni e ciò già da molto tempo in una materia che, così come spesso lo scrivente ha avuto modo già di mettere in evidenza, richiede unicità di regole ed uniformità di comportamenti, elementi essenziali questi che oggi non è possibile riscontrare fra lo Stato e le Regioni e finanche fra Regione e Regione.
     La proposta di modificare l’articolo 117 della Costituzione, che ha portato a questa situazione di diffuso scoordinamento oggi esistente e la cui presenza a dire il vero lo scrivente ha potuto personalmente constatare già da molto tempo nel corso della sua lunga attività ispettiva al servizio di un organo di vigilanza in materia di salute e sicurezza sul lavoro, lascia pertanto riflettere ed appare del tutto condivisibile a giudicare dai risultati che si sono raggiunti e che ancora oggi è possibile riscontrare.

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